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Roberto Panichi

 
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  Storico, teorico dell'arte e pittore, esposto al Museo della Villa San Carlo Borromeo.

"Più di un critico si è interessato finora dell'attività di Roberto Panichi. Le sue ampie anche se non frequenti esposizioni l'hanno posto con una certa vivacità all'attenzione di molti. Per quel suo modo diretto di entrare nella realtà degli uomini e delle cose; per quel suo modo di porgere, che trattiene, senza tuttavia prevaricare, l'emozione, la sua profonda conoscenza dei mezzi di cui si serve; per quel suo accento di personalissima vibrazione poetica. Impostazione tecnica, dunque, e morale che sta alla base di un discorso che per lui diviene coscienza e modo d'essere.
Non c'è frattura, non c'è rottura in questo suo aprirsi a noi: c'è, anzi, come un umile accostarsi a quelle che sono le realtà anche più semplici del nostro vivere quotidiano. Anche se i volti dei suoi personaggi, i paesaggi, gli oggetti che compongono le sue nature morte si sottopongono tutti a una specie di filtro d'amore che è la somma dei suoi interessi, della sua cultura, della sua preparazione. È, insomma, un operare "distinto": un eloquio nobile del quale senti la caratura, senza sotterfugi e soprattutto con la coscienza di avere una fede nel proprio modo d'essere e di pensare" (Umberto Baldini, 1975).
Estratto dell'intervista di Fabiola Giancotti a Roberto Panichi (Materiale presente su Roberto Panichi. Ciò che resta dell'avvenire. Cinquemila anni di scrittura, a cura di Fabiola Giancotti, Spirali/Vel, 2002). F.G.:"Come storico, teorico dell'arte e pittore, cosa ha tratto dalle sue ricerche, dalle sue letture, dai suoi itinerari artistici?"
R.P.: "Ciascuna forma d'arte mi ha interessato. Potrei parlare dell'India, o anche di documenti dell'arte preistorica. Quando ci si trova di fronte un documento autentico d'arte, le emozioni sono tante. Nella pittura, gli etruschi sono molto più interessanti. L'Etruria è un mondo affascinante, cui esteticamente sono molto vicino. La pittura etrusca è fatta su intonaco grezzo che è molto simile a quel tipo di lavorazione su carta che faccio io, la loro lavorazione è, come la mia, estremamente larga, non eccessivamente definita... La pittura greca è sparita totalmente, ma rivive in alcune tarde riproduzioni romane. La pittura greca è ormai nel racconto. Questa disciplina si chiama anche archeologia. Occuparsi dell'arte antica fa parte di questa disciplina di studi, e io me ne sono occupato (pubblicando vari scritti) proprio dall'età ellenica in poi".

   
  Libri pubblicati da Spirali
   
   
   
  Il Guerriero Diviso. Romanzo archeologico di Eschilo Guidio pittoreRoberto Panichi
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  Ciò che resta dell'avvenire. Cinquemila anni di scritturaRoberto Panichi
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  Pubblicazioni
   
   
  Masaccio, Roberto PanichiVittorio Vettori
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