| |
Jean-Paul
Rappeneau: […] "Dinanzi ai disegni di Clara
Halter mi pongo le stesse questioni che dietro la cinepresa:
bisogna guardarli come si presentano — una galassia
di microscopiche particelle — o invece immergersi
nel cuore di questo mondo con una lente d'ingrandimento
e affrontare i disegni dall'interno, da un dettaglio smisuratamente
ingrandito?
La lente gioca un ruolo simile a quello dell'obbiettivo
a focale lunga di una telecamera.
Le opere di Clara Halter —
che lei utilizzi o no la lente nel corso del suo lavoro
e poi l'ingrandimento fotografico — restano misteriose
in entrambi i casi; sia che il nostro occhio parta da
una traccia per ricomporre un mondo formicolante con una
specie di carrellata all'indietro sia che, con una carrellata
in avanti, vediamo questo mondo decomporsi all'infinito.
[…]
|
|