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ROBERTO
PANICHI |
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Roberto
Panichi ci convoca in un viaggio quanto mai intellettuale.
In Etruria. Nella regione, non nella provincia. Nel pianeta,
non nel continente. Nelle galassie. E non solo. L’Etruria
sono le dimensioni stesse della parola originaria. Una
logica. Libri, impersonaggi, storie, racconti, scritture:
il viaggio procede dal futuro e si rivolge all’avvenire
nella scrittura e alla cifratura delle cose. Senza più
universo. Senza più cerchio. E nessuna mitologia
tiene. Nessuna ideologia. Nessun apparato fantasmatico
delle tribù. Trasumanare: altra è l’humanitas
di Roberto Panichi, il terreno stesso dell’Altro.
Si traduce, si trasmette e si traspone ciò che
non è mai stato. La destrutturazione offre la teorematica
del viaggio. Non c’è più facoltà.
Non c’è più soggetto. Non c’è
più il genere umano coniugato con il discorso della
morte. La destrutturazione introduce anche la strutturazione
altra, quella materiale, e non più sostanziale
né formale, e tantomeno mentale. Altre strutture.
E scritture altre. Niente più politeismo. Niente
teismo. Niente ateismo, colmo dell’antropomorfismo.
Geroglifici: scritture che mai si risolvono nello scritto,
strati di civiltà a venire.
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Ciò
che resta dell'avvenire.
Cinquemila anni di scrittura
Collana:
Grandi mostre |
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