Artemisia Gentileschi figlia del celebre pittore Orazio Gentileschi, nasce a Roma e già in tenera età viene istruita alla pittura dal padre. Nel 1611 è vittima di uno stupro da parte del pittore Agostino Tassi, denunciato dal padre Orazio e sottoposto a processo; la vicenda desta scalpore nella Roma dell'epoca e segna l'esistenza della pittrice, che nel 1612 sposa Pierantonio Stiattesi e si trasferisce a Firenze, dove nel 1616 viene accolta come membro della prestigiosa Accademia del Disegno. Nel 1621 torna a Roma da donna indipendente, in seguito parte con il padre alla volta di Genova e soggiorna poi anche a Venezia per qualche tempo. Nel 1630 si trasferisce a Napoli dove i suoi lavori riscontrano un certo successo; qui Artemisia ha modo di instaurare fecondi scambi culturali con pittori locali quali Bernardo Cavallino, Massimo Stanzione, Francesco Guarino.
Tra il 1638 e il 1641 si reca in Inghilterra per assistere il padre anziano e malato, fino alla morte di questi, lavorando a più riprese per la corte e l'aristocrazia. Fa poi ritorno a Napoli, dove muore nel 1652.
Vincenzo Accame nasce a Loano in provincia di Savona, ma vive a Milano, occupandosi di arte e di letteratura. Già alla fine degli anni Cinquanta, cerca di rompere la linearità della poesia verbale, agendo soprattutto sugli spazi, ma l'incontro con Ugo Carrega sposta decisamente la sua ricerca verso la visualità. La sua prima personale si tiene nel 1961 al Centre Tool di Milano, poi Mercato del Sale, dove esporrà periodicamente lungo tutta la sua attività. Nel 1975 firma con Carrega, D'Ottavi, V. Ferrari, L. Landi, Mignani, A. e M. Oberto il manifesto della "Nuova Scrittura". In parallelo alla sua attività creativa, procede anche quella di "cronista" della scrittura visuale e di altri fatti contigui; è interessato a tutte le possibilità di rapporto tra al parola e l'immagine, e alle relazini, nella creatività estetica, tra vari tipi di segni. Ha presentato la sua "scrittura visuale" in qualche dozzina di mostre personali, a partire dalla fine degli anni Sessanta, e in varie centinaia di collettive in Italia e all'estero. Ha scritto opere teoriche e storiche sulla scrittura, e opere critiche, oltre a numerosissimi saggi, articoli, presentazioni. Intensa è stata la sua attività di traduttore di poesia francese, in particolare di Alfred Jarry.