Nella
collana "L'arca. Pittura e scrittura", escono testi
in tre lingue, italiano, inglese e francese, in cui scrittori,
critici, letterati leggono l'opera di un pittore contemporaneo
attraverso il confronto con un maestro dell'arte. Qui, Nadine
Shenkar confronta l'opera del pittore russo Ely Bielutin con
quella di Vasilij Kandinskij.
Attivo fin dagli anni quaranta, Ely Bielutin viene bandito dall'arte
ufficiale e dalle accademie del regime sovietico. Per molti
anni la sua "Scuola della realtà", fondata
intorno alla metà degli anni cinquanta e frequentata
da centinaia di allievi, opera nella clandestinità. Nel
1967, durante una mostra al Maneggio di Mosca, Chrusciov in
persona strappa dalle pareti le sue opere, accusandolo di "arte
degenerata". Solo nel 1991 il Ministero della cultura dell'Unione
Sovietica chiederà scusa a Bielutin per la persecuzione
inflittagli per ventinove anni.
L'arte di Bielutin viene qui riletta attraverso il confronto
con Kandinskij, il maestro che ha affrancato la pittura dalla
rappresentazione e dal realismo, consegnandola alla suggestione
e al sogno. Autrice della rilettura dei due artisti è
Nadine Shenkar, un'intellettuale acuta e instancabile, ebrea
di formazione europea, poi trasferitasi a Gerusalemme, dove
ha dedicato anni di studio alla cabala e all'arte ebraica.