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L'ARCA. PITTURA E SCRITTURA

 
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Shen Dali, Dong Chun

 

SILVESTRO LEGA E ANTONIO VACCA


 

168 pagine
50 illustrazioni
€ 60
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Antonio Vacca nasce il 1° maggio del 1938 a Francavilla Fontana (Brindisi). Autodidatta insieme con altri coetanei, realizza pittura propria. Nel 1966 sposa Stella, la figlia di un pittore. L'anno successivo, all'età di ventinove anni, da Taranto si trasferisce a Roma. Partecipa agli avvenimenti artistici, dove erano presenti pittori noti. Nel 1972, dopo la nascita del secondo figlio, incontra Antonio Vangelli con cui stringe subito amicizia, e iniziano a collaborare intensificando studio e ricerca. Sostano a New York, a Los Angeles, a Amsterdam, a Milano (Villa San Carlo Borromeo). Le sue opere s'ispirano alla sua terra, il Mediterraneo, e evocano forme parallele, tracciati figurativi, agglomerati urbani, complessi urbani, costruttori, geoforme, geotensioni, scritture, estensioni, itinerari come aquiloni, ritratti. “Dopo il viaggio, la lunga odissea, l'operatore svanisce, l’opera continua e vive. La prima linea o primo punto è istintivo, il resto è costruzione”.

Silvestro Lega (1826-1895), romagnolo, studia all'Accademia delle belle arti di Firenze con Giuseppe Bezzuoli. Dal 1844 frequenta lo studio di Luigi Mussini, amico del pittore francese Ingres. Dal 1854 collabora con gli artisti che si riuniscono al Caffè Michelangelo e si accosta alla pittura dal vero e alla tecnica della macchia, pur non rinnegando l'insegnamento purista del maestro Mussini. Negli anni Sessanta è presente all'Esposizione internazionale di Firenze, poi va a Piagentina, ospite della famiglia Batelli, nella casa lungo il torrente Affrico, e si lega alla figlia maggiore Virginia. Lavora intensamente con gli amici Signorini e Fattori: è un periodo felice e creativo. Il 1870 è l'anno del successo e della crisi: ottiene la medaglia d'argento alla Mostra nazionale di Parma, ma Virginia Batelli muore. Lega fa ritorno alla natia Modigliana. Nel 1878 partecipa a Parigi all'Esposizione universale. Ritiratosi al Gabbro, nell'entroterra livornese, ospite della famiglia Bandini, ritrova la piena creatività.


 
Shen DaliNota
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