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Vincenzo
Accame |
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PITTURA
COME SCRITTURA |
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334
pagine
210 illustrazioni
€ 40,80
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Lo
spazio tra parola e immagine si sta rivelando da tempo come
luogo della ricerca artistica tra i più fertili. In questi
ultimi decenni, infatti, all'insegna della "scrittura"
si sono sviluppate ricerche che hanno aperto prospettive impensabili,
proprio mentre la pittura è sempre più incline
a riflettere se stessa, rinunciando a quell'ottica di proiezione
che aveva preso le mosse con Marcel Duchamp e con le avanguardie
del primo Novecento. Accame è stato uno dei maggiori
operatori in questo campo sia sul piano creativo sia sul piano
teorico.
Il suo discorso, iniziato nei primi anni sessanta con la frantumazione
del segno verbale, si è sviluppato attraverso un'appropriazione
progressiva del segno, inteso come riferimento primario di ciascun
tipo di scrittura.
La parola e l'immagine si sono integrate nel lavoro di Accame
attraverso una funzione interattiva che coinvolge nello spazio
della tela (o della carta) tutta una serie di elementi considerati,
appunto, ciascuno come segno. |
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